GreenCampIt

Ci fa piacere essere proprio vicini allo ZenaCamp, non solo come post, ma anche come sede (Genova - Palazzo Ducale) e giorni (il 5 maggio, una settimana dopo).
Il GreenCampIt probabilmente è il primo BarCamp espressamente a tema politico, ci piacerebbe sentire parlare del rapporto tra web e politca e dei blog politici.
GreenCampIt è ospitato all’interno del Convegno dei Verdi “Energia è Economia” e - c’è da dirlo? - ovviamente è assolutamente ad iscrizione libera, basta andare sulla pagina wiki ed editarla.




L’iniziativa potrebbe anche essere interessante se non fosse che trovo poco opportuno che ad organizzare un camp tematico sulla politica sia un partito. O che sia all’interno di una iniziativa politica.
Non dovrei nemmeno pormi il problema dato che, essendo a Genova la settimana prima non credo proprio ci ritornerò, ma direi che potrebbe diventare una occasione mancata per parlare di rapporto tra blog e politica. Detto da una per cui la politica rappresenta molto, o forse moltissimo.
19 April 2007 @ 14:08
Cara Elena,
.
abbiamo qualcosa in comune. Anzi ben due cose.
Anche io sono di Ravenna ed anche per me la politica rappresenta moltissimo.
Detto questo lasciami dire che condivido solo in parte la tua opinione. E’ vero che la politica si è comportata molto male nei confronti del web. Strumentalizzando quando poteva e trattandolo come mezzo di serie B. Senza quasi mai sfruttarne le vere potenzialità per realizzare una politca partecipativa. Ma proprio per questo l’idea di realizzare un BarCamp, all’interno di una iniziativa politica, lo trovo un tentativo da seguire ed incoraggiare, anche in altri luoghi. Ovviamente io parlo da parte in causa, ma ti assicuro che lo sforzo che ho proposto ai Verdi non è poco significativo. L’idea iniziale era la solita: organmizzaiamo un workshop su politica e comunicazione, avrebbero partecipato i soliti noti, o forse qualche altro nome sarei riuscito a proporlo, ma nienete di nuovo sotto il sole (che ride)
Invece io ti chiedo e chiedo a tutti coloro che hanno perplessità a provarci. Dobbiamo provare a vedere se questo strumento autorganizzato e di massima partecipazione, possa davvero attecchire anche nel campo minato della politica. Io ci credo sul serio. Sarà perchè dopo anni di lavoro con i movimenti, con il fiato sul collo ai partiti, ho ottenuto ben poco. Adesso ci lavoro insieme e vediamo che succede. Certo, se tutti facessero come te, e rinunciassero in partenza, rimarrebbe il solito dibattito autoreferenziale. Ma vorrei proprio che non fosse così. Discutiamo ed apriamo le nostre possibilità di dialogo. A presto (sarò anche io allo ZenaCamp).
19 April 2007 @ 18:58
Mah. Resto convinta che non sia bello strumentalizzare il Barcamp per farne campagna elettorale. In ogni caso visto che per ora si sono iscritti solo i 14 relatori spero vogliate riconsiderare l’opportunità di annullare l’evento e riconvocare un VERO Barcamp sul rapporto tra web e politica, in cui possano partecipare tutti i partiti ma nessuno ne abbia la paternità.
28 April 2007 @ 11:02
fior della sposa
a volte nei commenti il verso falla
anche al poeta tocca un po’ di prosa
Due posizioni: Elena reclama il barcamp come strumento proprio di una comunità. Gianfranco dice proviamo a cogliere l’opportunità, vediamo se lo strumento attecchisce anche nel campo della politica.
Bene.
Credo che Gianfranco abbia molta ragione quando dice: se tutti rinunciassero al greencamp in partenza, rimarrebbe il solito dibattito autoreferenziale.
Giustissimo.
Vediamo qualche conseguenza di questa considerazione.
Nel momento in cui Gianfranco decide di adottare il modello barcamp, si rivolge a coloro che sono in grado di capirlo. Non può rivolgersi, intendo, a chi non sappia che un barcamp è una conferenza libera, in cui ogni relatore prenota il suo spazio con un post-it - eccetera.
Se il pubblico a cui Gianfranco si rivolge aderirà in maniera significativa - ovverosia, se diversi dei blogger che frequentano i barcamp aderiranno al greencamp - Gianfranco avrà avuto ragione.
Se invece il dibattito resterà (al solito) autoreferenziale, ci sarà allora da riflettere sul senso dell’operazione - e sulle parole di Elena.
Se tutti faranno come Elena e rinunceranno in partenza… Attenzione: non spostiamo l’onere del successo sull’adesione dei blogger. Se i blogger aderiranno, si potrà dire che l’operazione è corretta. Se i blogger non aderiranno, l’operazione fallirà, ma non per la mancanza di adesione, bensì perché sbagliata in partenza.
fior delicato
in prosa non son sempre tutto chiaro
però a spiegarmi almeno ci ho provato
28 April 2007 @ 21:24
Grazie sonetti per il suggerimento. Ma permettimi di dissentire.
Il fatto di organizzare il BarCamp sulla politica, in un posto che normalmente è impermeabile alla blogosfera, è un tentativo di contaminazione.
Capisco le tue disquisizioni ontologiche. Ma non fanno parte dello spirito con il quale è stato pensato il GreenCampIt.
E comunque, proprio in rete, non credo esistano cose assolute. Ma piuttosto un “Così è, se vi pare”.
Per questo apprezzo il tentativo ma mi sembra ridicolo fare gare e classifiche. E rifiuto decisamente l’idea di contare adesioni ed interventi per stabilire il successo di un BarCamp.
Quindi, riprendendo il testo degli organizzatori dell’AdvCamp, invito tutti “a partecipare per confrontarsi e discutere in maniera del tutto libera ed informale, così come tipico della formula BarCamp.”
30 April 2007 @ 07:49
[...] di una esperienza”, entrambi molto “verdi”. PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ Qualcuno su Barcampitalia fa notare come questo sia il primo BarCamp ideato da un partito politico e che sarebbe meglio non [...]
30 April 2007 @ 09:12
Mi intrometto, come al solito nei miei radi commenti un po’ a sproposito, e di questo chiedo scusa in anticipo.
Per correttezza premetto di essere estremamente sospettoso, per così dire. Fino ad ora la lettura dei blog politici (in generale) mi ha trasmesso una immagine di desolata promozione sostanzialmente fasulla, anche se molto ben scritta e curata nei migliori dei casi da persone competenti; soprattutto mi ha trasmesso la quasi certezza che il politico/blogger non abbia spesso neppure mai dato un’occhiata al “suo” blog.
Gianfranco risponde a Sonetti per le rime e assume a parere mio (sindacabilissimo), il classico atteggiamento “politico” e antipatico in risposta a una simpatica presa di posizione. Questa mia impressione è certamente influenzata dai pregiudizi riguardo ai “politici” e ai loro rappresentanti (ti chiedo scusa Gianfranco, ovviamente non mi rivolgo a te in particolare), ma ho avvertito il salto di tono tra il commento numero 2 e quello numero 5.
“in un posto che normalmente è impermeabile alla blogosfera” è una frase emblematica di una situazione avvertita da molti: un convegno organizzato da un partito politico è normalmente impermeabile alla gente.
“Così è, se vi pare” risuona conclusiva come espressione. D’istinto mi verrebbe da dire “E bene. Allora se così è, cosi tienitelo!”. Ripensandoci, però, discutendo così non procederei nella discussione del tema. E infatti mi fermo.
“E rifiuto decisamente l’idea di contare adesioni ed interventi per stabilire il successo di un BarCamp” …in questo posso essere d’accordo. Però io che sono reduce dal mio primo barcamp, lo ZenaCamp, mi chiedo quale siano i numeri o i fatti o le situazioni che stabiliscono il successo di un barcamp. Soprattutto pensando a un camp dedicato al rapporto tra web e politica. Quindi non sono d’accordo, perché non trovo motivazioni all’affermazione fatta in relazione al trovarmi a un tentativo di contaminazione e, penso io, partecipazione sia fisica che virtuale.
Personalmente penso che la parola barcamp identifichi una formula per un incontro-evento non espressamente collegato al mondo blogosferico dei singoli cittadini o di una comunità.
Ed è per questo che in partenza non mi interessa il GreenCamp. Perché mi sembra nell’ordine naturale delle cose che questo possa essere qualcosa di diverso da un barcamp “tradizionale”. E di certo non mi sposto da casa semplicemente per venire a vedere di persona se la faccenda è una scala reale, una doppia coppia o un bluff se già in partenza non mi convince e non ha convinto altre persone di cui ho da tempo stima (a parte Luca Conti, che comunque è il primo ad ammettere la propria stanchezza nel fare politica Verde attiva dalle sue parti… e anche lui, tutto sommato, non mi è apparso particolarmente incoraggiante nei confronti dei suoi visitatori e, parlo come sempre in sincerità, proprio questa mia sensazione è la più grande delle mie pregiudiziali al riguardo del GreenCamp).
Rinuncio in partenza? Forse sì. A mia discolpa ho da dire che la tratta in ICplus tra Pavia e Genova in prima classe costa 30 euro (l’ultima volta, miracolato, ho accumulato soltanto poco più di venti minuti di ritardo).
Per spendere soldi, e soprattutto tempo, devo essere abbastanza sicuro del perché li investo. Non si tratta di rinunciare, ma di vagliare i pro e i contro personali in base alle aspettative.
Sono nato a Genova. Non sono tirchio, sono oculato. Ritengo di non rinunciare in partenza al GreenCamp. Ritengo che il GreenCamp non mi offra garanzie di essere ciò che per il momento è scritto che sarà, per quanto le promesse mi appaiano sincere, come sempre del resto, a mio parere mancano le premesse (che spero qualcuno di più blogosferico di me possa aggiungere).
30 April 2007 @ 09:45
fior delle strisce
lingua comune ce l’abbiamo tutti
ma a volte proprio non ci si capisce
Bene. Il dibattito ferve.
Ringrazio gattostanco, che ha anticipato nel suo contributo alcuni dei pensieri che facevo leggendo la risposta di Gianfranco. Ringrazio ovviamente anche Gianfranco, che mi risponde e dissente.
Ma molliamola lì coi ringraziamenti: non credo ce ne sia poi ‘sto bisogno, fa fuffa e retorica delle buone maniere. Siamo tutti beneducati e possiamo allegramente litigare su qualsiasi cosa.
Ciò detto… A’ Gianfra’!
Ho paura che i nostri codici di comunicazione siano un po’ dissimili.
Che le mie osservazioni ontologiche non facciano parte dello spirito con cui è stato pensato il greencamp, per esempio, è una considerazione interessante – a leggerla così – però io devo confessare che non la capisco. Che in Rete non esistano cose assolute… Beh, può darsi… Ma anche qui, lo ammetto, mi trovo spiazzato. Non capisco, una volta di più. A dirla tutta, potrei anche essere infastidito dal tono, però torno ad ammettere di non aver capito cosa intendi dire. Quindi: perché irritarsi?
Ma veniamo al centro della tua risposta. Ti sembra ridicolo fare gare e classifiche. Io, che sono un anticompetitivo per natura, trovo encomiabile la tua posizione. Però devo proprio dirlo: che c’entra? Ho parlato di gare? Ho parlato di classifiche? Ho detto “contiamo quanta gente viene al greencamp” per vedere se sarà stato un successo? Non mi sembra proprio – ma può anche darsi che io non mi sia capito.
Non si discuteva sulla misura del successo di un barcamp. Si discuteva dell’idea di adottarne il modello (e il “marchio”) all’interno di un’iniziativa di partito.
Ci siamo già detti molto, in merito. C’è chi ritiene che il modello barcamp sia di una comunità e che il suo uso da parte di un partito sia un’azione scorretta. C’è chi ha un’opinione diversa.
Io, che sono agnostico nell’intimo, non mi sento di sposare a priori né l’una né l’altra posizione. Magari sono più vicino ad una delle due, però mi va di dare anche all’altra tutte le possibilità che merita.
Per dargliele, ragiono. E ragionando non posso che cominciare dicendomi che la parola “barcamp” è condivisa e compresa all’interno della blogosfera. Questo fatto rende la blogosfera destinazione principe del greencampit. Può darsi che i Verdi abbiano la forte intenzione di propagandare il modello a tutti i livelli – e sarebbe attività benemerita. Però, se vedo che si tratta di una “cosa” nata in un mese, se vedo dove e come viene pubblicizzata, non posso che pensare che si tratti di un evento mirato in primo luogo alla blogosfera.
È più che lecito cercare di avvicinarsi alla blogosfera.
Se però la blogosfera reagisce alle tattiche e tecniche di avvicinamento, prima di dire “così è se vi pare” forse è il caso di provare a decifrarne i messaggi.
Gianfranco allo zenacamp ha cercato Elena per poter discutere della sua (di Elena) presa di posizione.
); l’altra, che dice “il barcamp è di tutti, lo usiamo anche noi”.
Dalla loro discussione sono emerse due posizioni opposte: una, che dice “giù le mani dal barcamp” (in senso, ovviamente, ontologico
Il barcamp è di tutti? Più che vero. Più che lecito che tutti lo usino.
Però, di nuovo: se il barcamp è di tutti, è anche e soprattutto della sua comunità.
Se uno organizza un barcamp si suppone che aspiri che vi partecipino i barcamper – e non solamente gli esponenti o i finitimi del suo partito.
Da qui, la mia proposta: la diatriba verte sulla pretesa “appropriazione del modello barcamp”? La questione si dirime alla svelta, verificando quale successo avrà l’evento nella blogosfera.
Magari Elena avrà avuto torto, e i barcmper italiani accorreranno a frotte al greencampit.
Se così non avverrà, non avremo una classifica di chi vince e di chi perde. No, Gianfranco, non buttare tutto in vacca con un espediente retorico come questo. Niente gare, niente classifiche: hai avuto dei segnali dalla blogosfera sul gradimento dell’operazione. Ad operazione conclusa, saprai se la blogosfera avrà apprezzato. Poi, padronissimo di insistere, anche se fosse andata male. Alla fine, magari, passerà alla storia che il barcamp è stato introdotto in Italia dai verdi… Ai posteri.
fiore di prima
gianfranco in bocca al lupo e stai allegro
il mio saluto te lo lascio in rima
30 April 2007 @ 17:32
Mi intrometto dopo averne ricevuto ( del dibattito..) da una twitterata improvvisa nel pomeriggio. Penso che la formula barcamp non sia propriamente un ingrediente esclusivo della blogsphera, questo assolutamente, ma non trovo nemmeno estremamente interessante per me, venire in riunione-dibattito-camp ,promossa ed organizzata da un solo movimento politico ( e non magari da tutte, o quasi, coese forze politiche, che renderebbe la cosa davvero molto interessante…), potrebbe essere anche un positivo esperimento per aumentare la comunicazione, renderla più snella e vivace all’interno del mondo dei verdi, ma mi ripeto estesa un pò più a tutta la politico-sphera sarebbe meglio. E sinceramente la casuale scelta di un periodo così “elettorale”, un pochino mi fà storcere il naso, ma detto senza sarcasmo potrebbe essere pura casualità.
30 April 2007 @ 17:45
Spiacente, io considero questo come l’ennesimo tentativo della politica di appropriarsi di un meccanismo che sembra funzionare bene (ma è evidente che non si è capito perché funzioni così bene, altrimenti questa iniziativa non esisterebbe così com’è).
E’ già successo con i blog, doveva succedere anche con i BarCamp.
Probabilmente ha ragione chi sostiene che il BarCamp non è un’esclusiva della blofosfera, allo stesso tempo non è un caso che i BarCamp funzionino così bene quando coinvolgono dal basso i blogger; se volete un controesempio senza limitarvi al GreenCampIt date un’occhiata agli attuali iscritti del VenetoCamp
30 April 2007 @ 18:21
Secondo me il caso del Veneto è diverso.. temo che i pochi iscritti siano dovuti più alla giornata (lunedì), che altro.
In questa occasione c’è la Regione che sostiene, ma come ho già avuto modo di dire la Regione è di tutti i cittadini, ed ha quasi il dovere di sostenere l’iniziativa “meritevole” di alcuni di essi. E’ un po’ come il Citizen a Casalecchio, in cui il Comune ha fatto molto, ma alla fine se non c’era Antonella (svaroschi), dubito che si sarebbe fatto un Barcamp così ben riuscito.
Nell’organizzazione del Barcamp Veneto ci sono svariati bloggers che conosciamo bene, per cui vado, e vado perchè ho la stracciatissima fortuna che la ditta mi manda.. non è così per molti altri purtroppo.
Leggo volentierissimo il dibattito che si sta sviluppando, e spero che altri bloggers decidano di dire la loro, almeno su una cosa che li riguarda così da vicino.
30 April 2007 @ 18:37
Personalmente ho l’impressione (ma si tratta di un’impressione) che anche nel caso del VenetoCamp il coinvolgimento dei blogger sia stato minimo (e probabilmente tardivo). In ogni caso non divaghiamo
30 April 2007 @ 19:15
Calma popolo.
La Regione facilita e lancia, ma non c’è nessuno della Regione al pomeriggio.
Datevi bene un occhiata ai siti:
http://venetoexpo.regione.veneto.it
dove si distingue in due il tutto.
E dove si dice a chiare lettere che si lancia e si favorisce dando spazio e locali.
Se poi guardate il wiki ufficiale:
http://barcamp.org/venetocampexpo
La Regione sparisce.
Devo sparire anch’io perchè sono dipendente e blogger?
Allora, faccamo un po di chiarezza. Dal basso vuol dire organizzato dai blogger, e così è. Anche a Genova, giornali, provider ecc. hanno dato una mano.
I blogger cosa devono fare, acquistare i capannoni?
Diverso è il reen, li è sfacciatamente partitico.
A me non interessa chi governa la Regione, la regione è di tutti. se fa un passo avanti per offrie spazi logistici cosa c’è che non va?
Disponibile a ogni confronto!
Ciao
30 April 2007 @ 19:16
Sinceramente non vedo il motivo di scaldarsi, per cui eviterò di rispondere a tono all’infelice “Calma popolo” e ripeto: stiamo parlando di altro rispetto all’argomento del post, quindi siamo del tutto fuori posto.
Detto questo, se proprio vogliamo parlarne:
* mi dispiace ma il sottoscritto durante la settimana lavora, come la buona parte degli altri blogger, e non posso prendermi un giorno di ferie per un BarCamp (il capo, che poi sono sempre io, non me lo accorderebbe)
* quando parlo di scarso coinvolgimento parlo di questo
* mi dispiace ma ignoro chi tu sia, compreso il fatto che tu sia un dipendente della regione, quindi non ho nulla di personale contro di te
30 April 2007 @ 19:54
Difatti, nemmeno io mi scaldo.
“gran calma”, o “calma popolo” io li uso come eufemismi per dire “stop un attimo riflettiamo”. Tutto li.
Sulla riflessione del lunedì, son daccordo con te.
Ma quella era la “minestra” nessuno ci dava altri spazi. In più è anche la giornata in cui c’è Beppe Grillo al Palasport e altre manifestazioni.
Se vuoi dare un occhiata a http://www.vegapark.ve.it capirai che l’evento BARCAMP è inserito in altre manifestazioni del Parco Scientifico Tecnologico di quel lunedì..
Abbiamo fatto questo per non lasciare il campo a chi parla solo di “informatica industriale”.
Il camp è al pomeriggio e forse, dico forse, io rinuncerei a due o tre ore di lavoro per stare con i blogger che dici?
Ovviamente sul qualcosa di personale, ci mancherenne. Nemmeno da parte mia.
Questi post servono a fare chiarezza. Speriamo
Ciao
30 April 2007 @ 20:51
Secondo me , carissimo PseudoT. hai frainteso il tono, Gianluigi voleva solo spiegare che il barcamp veneto, in fondo è partito da un blogger che ha colto la palla al balzo, in questo la disponibilità degli spazi da parte della regione.
30 April 2007 @ 21:05
Ho seguito con interesse tutta la discussione, ed essendo io uno che i Barcamp li ha frequentati al massimo in streaming live, mi considero un po “super partes”.
Io il barcamp non lo considero una “manifestazione”, lo considero una “modalità di comunicazione”. Quando una persona porta la propria opinione agli altri, permettendo la partecipazione attiva di chi lo sta ascoltando, sta facendo “barcamp”. E da questo punto di vista, che il metodo venga utilizzato da un partito politico per “interfacciarsi” con chi lo segue non può che essere apprezzato.
Capisco però che il termine “Barcamp” sia allo stesso tempo, per la blogosfera, un “marchio” caratterizzante che va oltre la semplice comunicazione bidirezionale, ma sottintenda il coinvolgimento “disinteressato” delle persone che l’organizzano,”l’indipendenza” dei relatori che vi partecipano, ecc.
Da questo punto di vista la presenza di un partito politico, che ha proprie linee guida, punti di vista conosciuti e strutturati, toglie alla discussione gran parte dell’interesse.
Per questo io ritengo che l’errore che può essere riscontrato in questa iniziativa, sia non tanto quello di voler portare lo spirito del barcamp all’interno della attività di un partito, ma quello di volerlo far considerare un “Barcamp” alla blogosfera.
La persona che deve essere coinvolta, non lo deve essere (e a mio parere non lo sarà di certo) in quanto invitata ad un Barcamp, ma deve essere ricercata tra chi vuole seguire la discussione politica di un partito, prospettandogli l’intenzione di utilizzare una nuova modalità, quella appunto del barcamp. Così come è presentata ad oggi mi da l’impressione di rivolgersi al pubblico sbagliato.
30 April 2007 @ 21:27
Ok, amici come prima
Se avessi il teletrasporto sarebbe perfetto, però devi attaccarci 4 ore di A4 (nella migliore delle ipotesi) per il sottoscritto se non peggio
1 May 2007 @ 07:15
[...] Se non seguite BarCamp Italia o non eravate presenti allo ZenaCamp, potreste esservi persi le discussioni che sono nate in seguito all’annuncio del GreenCampIt, un BarCamp sulla politica organizzato [...]
10 June 2007 @ 23:04